giovedì 26 settembre 2013

Recensione Slimbean SaberMod [Galaxy S2]


Ed ecco la mia seconda recensione su AndroidMod. Finalmente, dopo essere andato in avventura tra le ROM Samsung, torno a casa con le AOSP, recensendo quella che, a mio avviso, è la migliore tra tutte, la Slimbean.
Questa ROM è stata compilata direttamente dai sorgenti AOSP (Android Open Source Project) di Google, ai quali sono state aggiunte features particolari (quali il Dark Slim ossia la resa totalmente dark del menù impostazioni e delle Gapps) ed ottimizzazioni varie.
Essa si basa su Android 4.3, per cui potrete usufruire di tutte le migliorie implementate da Google con questa nuova release (comprese le tanto aspirate OpenGL 3 che vi consentiranno migliori prestazioni nel rendering 3D). 
Ma quello di cui voglio parlarvi in questo preciso post è la cugina della SlimBean, ossia la versione unofficial compilata da un utente esterno al team SlimROMs, Fusionjack, attraverso SaberMod toolchain. Un toolchain è, in informatica, un set di tool di programmazione usati in catena, dove l'output dei un tool, diventa l'input del tool successivo. In parole molto povere è una catena di compilatori (collegati da un collegatore, con librerie ed un debugger) che ottimizzano il codice sorgente, rendendolo più snello e di conseguenza, la ROM risulta più veloce e performante. Questo è il vero punto di forza di questa ROM unofficial, ma vedremo alcuni dettagli più avanti.

L'installazione è molto semplice e, per certi versi, standard per chi ha una recovery modificata: una volta scaricati i pacchetti contenenti la ROM e gli addons che contengono le Gapps (link in fondo all'articolo), li ho inseriti nella memoria esterna del telefono, ho effettuato un nandroid backup (sempre consigliato quando si flasha), ho effettuato tutti i wipe (data, cache, dalvik cache), eseguito format /system, dopo di ché ho finalmente flashato la ROM e gli addons.

La ROM monta di default Nova Launcher (è stato rimosso il supporto per il launcher AOSP previsto nella versione ufficiale, il tutto per alleggerirla ulteriormente), per cui la schermata che avremo di fronte è il classico stile Holo introdotto da Google da HoneyComb a seguire. 
Al primo avvio vi sembrerà di aver perso qualche grado di vista: nulla di preoccupante, è possibile modificare la densità dello schermo e, di default, è impostata a 182dpi. Per ottenere valori come nelle AOSP normali (quali CyanogenMod o anche le rom Sammy) è sufficiente recarsi in 
Impostazioni → Interface → LCD density 
e, seguendo i passi consigliati, settarla a 240dpi. Personalmente ho settato a 200dpi per avere una risoluzione simil top gamma device.
Ci sono tante altre possibilità di personalizzazione nel menù che non voglio anticiparvi, ma vi garantisco che la personalizzazione è davvero avanzata.

Come kernel troviamo la versione del kernel modificata e ricompilata col toolchain da Fusionjack, per cui avremo un'ottimizzazione anche a livelli profondi. Due chicche degne da segnalare di questo kernel sono i governor implementati verso fine agosto, ossia il pegasusq (famoso kernel introdotto con uno dei primi Siyah capace di mandare i due core in asincronia per gestire meglio i processi) e lo zzmoove (versione modificata del pegasusq che ha tempi di risposta nello scaling delle frequenze verso l'alto più lenti, per cui risparmia più batteria).
Non c'è, purtroppo, il supporto ai BLN (back light notification) e alla gestione dei softkeys, ma per sopperire all'inconveniente, è sufficiente flashare il kernel Dorimanx per avere pieno controllo sul dispositivo.

Per quanto riguarda i bug, l'unico che si presenta (con una frequenza di una volta a settimana circa) è un hardboot spontaneo senza battery drain (un riavvio). 
Essendo una ROM AOSP ed essendo i driver Mali ancora closed-source, è possibile che si presentino dei glitch grafici (che cito per onor di cronaca, anche se non ne ho incontrati ad oggi). Le funzionalità RIL, ossia chiamate, messaggi e connessione 3G, funzionano appieno. Stesso dicasi per Wi-Fi, GPS e sensori vari.

La durata della batteria è davvero strepitosa: il progetto butter di Google di rendere le ROM più accattivanti con l'evolversi delle versioni, ma sempre leggere e performanti garantisce di arrivare a fine giornata tranquillamente anche con un uso intenso e l'ottimizzazione coi toolchain allunga ulteriormente la durata della batteria. Negli screenshot è mostrata la percentuale d'uso dello schermo più limitata rispetto al normale perché l'uso del telefono è stato prolungato a 26 ore circa. Solitamente arrivo tranquillamente alle 3 ore e mezza di schermo on.


 


Il thread originale su XDA lo potete trovare a questo indirizzo, mentre su Androidiani è presente il thread scritto e seguito da me, per cui se avete necessità di assistenza chiedete pure qui.